Yes, We can
February 4th, 2008Da queste parti non si è filo Obama ma vale la pena postare un video di comunicazione politica così, impensabile per l’Italia; noi purtroppo andiamo avanti a Porta a Porta e Anno Zero.
Da queste parti non si è filo Obama ma vale la pena postare un video di comunicazione politica così, impensabile per l’Italia; noi purtroppo andiamo avanti a Porta a Porta e Anno Zero.
Se vi va leggete il blog di quella straordinaria persona che è padre Kizito.
Dopo la vittoria a sorpresa nel New Hampshire– conseguita grazie all’apporto determinante del voto femminile – Hillary Clinton ha già messo a punto la seconda tappa della sua «nuova strategia»: minare il grande vantaggio di Obama sui giovani, soprattutto under 30, due terzi dei quali anche in New Hampshire si sono schierati con lui. La sua ricetta per strappare al senatore dell’Illinois consensi tra gli elettori juniores: adottare, o meglio copiare, letteralmente, la sua filosofia. Promettendo più trasparenza nel governo e una politica che faccia di Internet - e non più delle potenti lobby di Washington - l’interlocutore privilegiato della sua presidenza.
SQUADRE DI BLOGGER - «Propongo la creazione di una squadra di blogger all’interno di ogni agenzia governativa», ha annunciato Hillary, spiegando che il suo ruolo sarà quello di «informare minuto per minuto e nei dettagli ogni cibernauta americano sulle attività dell’amministrazione.
Sempre dall’incredibile Dotsub e sempre da Lee Lefever un bel video su cosa può servire un blog.
Girando per i blog le discussioni su merito e talenti sono poche (se provate a fare una ricerca su Blogbabel ad esempio escono quasi solo esclusivamente post sul calcio e Cassano, almeno di lunedì). Per questo fa piacere linkare un interessante post di Fuggetta.
Barack Obama, uno dei canditati democratici alle presidenziali USA del 2008 ha presentato una strategia per l’innovazione tecnologica:
William Bonomi è dunque il nuovo riconfermato sindaco di Pinzolo.
Al di là dell’amicizia e della stima personale che mi legano alla sua persona e anche prescindendo dalle vicende travagliate che, purtroppo, hanno prodotto l’interruzione traumatica della sua precedente amministrazione,voglio interpretare il voto di ieri da un altro punto di vista.
Molti cosiddetti “osservatori” avevano ormai annunciato le loro sentenze: Pinzolo sarebbe stato il luogo del sicuro e previsto tonfo del centro sinistra trentino. Anzi: a Pinzolo sarebbe risuonata l’eco sonora dell’ennesima sberla nei miei confronti.
Tre errori in uno.
Primo: la sicumera non è mai, per nessuno, foriera di analisi approfondite e vincenti.
Secondo:gli elettori votano con la propria testa. E più le elezioni riguardano ambiti territoriali locali, meno si lasciano condizionare dai più arzigogolati ragionamenti “indotti”. (Questo, si badi bene, vale sia quando si vince, come a Pinzolo, sia quando si perde, come ad Avio.)
Terzo: il centro sinistra autonomista trentino non vive affatto una stagione di declino. Solo che abbia il gusto di lasciar perdere gli sfasciacarrozze; di puntare su persone credibili e dotate di visione “positiva”; di interpretare, in maniera autonoma benché non inconciliabile con la politica nazionale, l’anima popolare, largamente radicata e diffusa nelle nostre comunità.
- Lorenzo Dellai -
E’ vero. Ho fatto un grave errore. Credevo di vivere in una società con principi di democrazia liberale, e mi sono comportato di conseguenza.
Ad alcuni mesi di distanza dall’apertura del Vivaio, i giornalisti dell’Ufficio stampa della Provincia (proprio per una mia quasi maniacale volontà di tenere distinto l’ambito istituzionale da quello privato e politico) non avevano ancora visto la struttura e - incuriositi - mi hanno fatto sapere che avrebbe fatto loro piacere almeno poterla visitare.
Ho scelto un momento nel quale al Vivaio non vi era alcuna attività (le 9.00 di mattina) e nel quale loro non erano impegnati in attività di istituto ed ho pensato di bere lì un caffè assieme. Dieci minuti in tutto, uno sguardo alla serra, qualche commento e poi ciascuno è tornato alle sue occupazioni.
Ma – dicevo – ho sbagliato. In una società normale, in un momento normale, nessuno avrebbe detto nulla, come ogni cittadino di buon senso può confermare.
Ma non siamo in un momento “normale”: avrei dovuto saperlo. Oggi, nella rappresentazione mediatica di quello che sempre più assomiglia ad un pollaio della politica, vige il principio che il sospetto è l’anticamera della verità.
E, dunque, la verità dei fatti e la intrinseca correttezza di comportamenti non valgono un fico secco.
Possiamo dire che se la politica oggi fosse raffigurata come una casa tutta di vetro trasparente, qualcuno si ostinerebbe a guardare comunque dal buco della serratura. Come in questo e in tanti altri casi.
Mi dispiace soprattutto per i giornalisti che lavorano nell’Ufficio stampa della Provincia, incominciando da chi lo guida, che ci lavora ancora da prima che io fossi Presidente. Questo vento di ipocrisia e questo “cupio dissolvi“ rischiano di offuscare la loro professionalità e la loro deontologia: ma tant’è. Ha da passà ‘a nuttata………
Per quanto riguarda me, confesso che – forse per la prima volta – avverto forte il desiderio di piantarla lì. Ho sempre meno voglia di spendere tempo ed energie nel rincorrere ogni santo giorno che Dio manda una miriade di stupidate, frutto di un decadimento spaventoso nel modo di fare politica e di rappresentarla, a tutti i livelli.
Mi confortano la consapevolezza delle cose importanti che riusciamo a fare (con una loro evidenza inversamente proporzionale all’importanza per il Trentino) e, soprattutto, il rapporto positivo con la gente nelle occasioni nelle quali il rapporto può essere diretto, non mediato, non ritualizzato.
- Lorenzo Dellai -