UniverCittà
Trento e le sue facoltà.
I cittadini e gli studenti. Quale rapporto? Ostilità, indifferenza o interazione feconda?
Oltre quarant’anni dopo, l’Università è parte integrante della storia e del tessuto sociale di Trento. Una presenza forte, che ha contribuito ad aprire e vivacizzare la città, ma ha anche pesato ad esempiosul mercato degli affitti. Di fatto, le facoltà del centro storico formano già un grande “campus”: ma non tutti gli abitanti del centro sembrano gradirlo. E si riparla di spazi per i giovani, di opportunità di incontro e socializzazione.
Vieni a discuterne al vivaio mercoledì 7 maggio dalle 19.00 in poi

foto tratta da: www.girovagandointrentino.it



April 28th, 2008 at 11:51 am
CIao a tutti
bel colpo; ma c’è anche da mangiare?
ciauz
April 28th, 2008 at 12:09 pm
quello che ci si porta: stile barcamp
April 28th, 2008 at 5:17 pm
Se riesco vengo a sentire cosa salta fuori, interrogarsi sull’università è sempre bello e stimolante, peccato che molte volte l’attenzione sia rivolta più alla ricaduta economica offerta dall’università che al suo valore educativo e culturale.
Se qualcuno è interessato, nel nostro blog di università se ne era già parlato qui:
e anche qui
Mario
April 28th, 2008 at 5:18 pm
non so se si vedono i due link, comunque sono questi due:
http://occhiodirovereto.splinder.com/post/9898700/Solo+uno+sfogo
e
http://occhiodirovereto.splinder.com/post/11521459/Ammassati+come+sardine+in+una+
April 29th, 2008 at 8:57 am
Una serata sicuramente interessante e dai temi concreti.
Il taglio che le si è voluto dare, dovrebbe analizzare le interazioni fra il mondo universitario e quello cittadino a 360 gradi. Cosa, questa, per niente banale in un momento in cui la società si sta evolvendo in gran parte in un ottica di contaminazione e di contaminazioni piuttosto che in una di chiusura e di auto-protezione.
Un esperimento interessante insomma, al quale non si può assolutamente mancare! ;p
April 29th, 2008 at 11:50 am
Questi, gli studenti, arrivano senza portare niente. Anzi, portano via: cultura, abitudini, socialità. Per la città un’esperienza vuota, dirompente, rischiosissima. Dato che fanno massa, moltissimo viene a modellarsi su di loro: i consumi, le economie, le abitudini. E la città alla fine è più povera perché questi, alla fine, se ne vanno, flusso dinamico, fiume quasi sempre in piena che toglie senza aggiungere se non il peggio. Chi dovrebbe programmare la città, chi avrebbe dovuto prepararla anche culturalmente non c’è e non c’è mai stato. Ci sarò mercoledì sera. Sono curioso di vedere cosa uscirà dalla serata.
April 29th, 2008 at 5:09 pm
sono curioso anch’io di confrontarmi con la tua posizione, che non ho nemmeno mai preso in considerazione.
Una banalità… una paio di post qui sotto si scrive che uno studente che viene da fuori lascia circa 9.000 euro all’anno in città. Circa il 40% degli studenti iscritti a Trento vengono da fuori Provincia. Solo questi 6000 studenti portano sul territorio 54 milioni di euro.
In più dovremmo contare tutti gli effetti in termini di crescita culturale che un iniezione di giovani può portare su un territorio come il nostro.
Ci vediamo il 7!
April 29th, 2008 at 5:55 pm
x rob
Se ci vediamo mi spieghi la “crescita culturale” e l’iniezione di gioventù che io vedo solo misurata in un anarchia di consumi senza regole. Portano soldi, hai ragione, e trasformano , in peggio dal mio punto di vista, un’economia ed un tappeto sociale. Ma il problema non è degli studenti ma di che città dovremo cucire loro intorno. E con l’ amministrazione che ci troviamo…
April 30th, 2008 at 6:14 am
non è detto che sia necessario regolamentare tutto…. poi sui consumi anarchici dovresti provare a parlarne con i ristoratori ed i proprietari di appartamenti.
May 7th, 2008 at 12:28 am
dato che non potrò essere della partita, affido a questo blog il mio umile contributo.
è sotto gli occhi di tutti che gli studenti dell’ unitn, trentini e non, evitino con tutte le proprie forze di rimanere in città il weekend. durante la settimana la città è carina, ospitale e viva mentre il weekend si svuota, scappano via tutti, studenti e residenti. il sabato sera si vedono in giro solo i ragazzotti delle superiori intenti a procurarsi le prime sbronze (c’ ero anch’io qualche anno fa) ma over 18 pochissimi. e li si capisce. non c’è un niente di niente da fare. fra i miei amici siamo in molti a studiare fuori sede e ogni volta che saliamo a tn è sempre la stessa storia, cosa si fà stasera?
ebbene, non è ammissibile che dal 1961 LA discoteca di trento sia sperduta fra i boschi del monte bondone.
per farla corta ecco il suggerimento:
l’ ex-italcementi a piedicastello si trova in una zona perfetta da destinare allo svago, alla creatività, alla vita notturna della cittadinanza intera.
è raggiungibile A PIEDI dalla città e senza eccessivi problemi di vicinato.
ci si potrebbe costruire disco, locali per musica dal vivo, bar affacciati sull’adige, gallerie di arte contemporanea, spazi sperimentali e via dicendo. insomma una zona che viva 24/7. si abbi il coraggio di salvare dalla speculazione l’ultima zona libera vicino al centro città. perchè alla fine anche l’immobiliarista di turno deve andare a desenzano o bolzano per ballare.
cordiali saluti
leonardo bonamini
May 7th, 2008 at 12:01 pm
grazie per il contributo. E’ davvero un peccato che tu non possa partecipare questa sera.
Aggiungo di più: sarebbe bello che i treni tra Ala e Mezzocorona, almeno il venerdì ed il sabato sera viaggiassero anche di notte.
In val Venosta lo stanno già facendo!