I COSTI DI MANTENIMENTO DEGLI STUDENTI ALL’UNIVERSITA’ DI TRENTO
Essere studenti all’Università di Trento costa 5214 euro all’anno se si è trentini, 5153 euro se si è pendolari e circa 9779 euro all’anno se si proviene da fuori sede. Sono questi i dati della ricerca presentata lunedì 18 febbraio “I costi di mantenimento degli studenti all’Università di Trento”, realizzata per conto dell’Opera universitaria di Trento dal Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano intervistando un campione di 1300 studenti sui 6500 studenti dell’Ateneo trentino che non siano al primo anno o fuori-corso. Obbiettivo dell’analisi era capire se gli strumenti di sostegno finanziario siano adeguati alle esigenze economiche degli studenti meritevoli e bisognosi.
“Dalla comparazione importo di borsa-costo di mantenimento – conclude la ricerca – è risultato che la borsa è soprattutto carente per gli studenti fuori sede, per i quali copre il 40% del costo, mentre è abbastanza adeguata per gli studenti in sede pendolari, per i quali copre il 70% circa del costo o poco meno: nello specifico l’importo dovrebbe essere aumentato di circa 4800 euro per i fuori sede, di 900 euro per i pendolari e di 700 euro per gli studenti in sede”.
- Alessandro Anderle -




March 4th, 2008 at 4:42 pm
Ci sono dei dati che non mi sono molto chiari….. non capisco come mai ci sia differenza fra le tre categorie di studenti per quanto riguarda le tasse universitarie e il materiale didattico…..
C’è un altro dato che non mi torna, peraltro quello che si differenzia maggiormente, ed è quello riferito alla “spesa di vito totale”. Sembra che chi vive fuori casa mangi il doppio, ovviamente non è così. Credo che questo dato si spieghi dal fatto che non sono state calcolate le spese di vito sostenute direttamente dalle famiglie per gli studenti in sede o pendolari. In conclusione non mi sento di concordare con le proposte della ricerca, perchè se si realizzasero verrebbero discriminati gli studenti in sede e pendolari. A mio avviso non bisogna aumentare le borse di studio ma promuovere metodi alternativi come il prestito sull’onore ( come sta già facendo l’opera Universitaria) oppure potenziare il programma “150 ore”, magari in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio trentino.