Siamo figli dell’epoca,l’epoca è politica.
Tutte le tue, nostre,
vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o
no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura
politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli ha una
risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o in un altro politica.
Perfino per campi, boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.
Anche
le poesie apolitiche sono politiche,
e in altro brilla la luna,
cosa non più
lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi
sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime
arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative,
sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la
morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli
animali crepavano,
le case bruciavano
e i campi inselvatichivano
come in
epoche remote
e meno politiche
(Wislawa Szymborska)

da Gente sul ponte Libri Scheiwiller 1997
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